Mi chiamo Madre Teresa e sono nata nel 1910. Fin da giovane sentii il desiderio di dedicare la mia vita agli altri. Nel 1929 arrivai in India, un Paese segnato da grande povertà e sofferenza. A Calcutta vidi persone morire per strada, sole e dimenticate, e capii che non potevo restare indifferente.
Nel 1950 fondai le Missionarie della Carità, una congregazione dedicata ad aiutare i più poveri tra i poveri. Non mi interessava il colore della pelle, la religione o la provenienza: per me ogni persona aveva la stessa dignità. Accoglievo malati, bambini abbandonati, anziani soli, offrendo loro cure, ascolto e amore.
La mia lotta per i diritti umani non si svolse nelle piazze o nei parlamenti, ma nella vita quotidiana. Credevo che il rispetto per la vita e per la dignità umana iniziasse dai piccoli gesti: una carezza, un sorriso, una mano tesa. In un mondo spesso indifferente, cercai di dimostrare che l’amore può cambiare le persone.
Nel 1979 ricevetti il Premio Nobel per la Pace, ma dissi chiaramente che quel riconoscimento apparteneva ai poveri. Continuai il mio lavoro fino alla morte nel 1997, convinta che ogni essere umano meriti attenzione e rispetto.La mia vita insegna che difendere i diritti umani significa soprattutto non voltarsi dall’altra parte davanti alla sofferenza.