NELSON MANDELA

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Mi chiamo Nelson Mandela e sono nato nel 1918 in un piccolo villaggio del Sudafrica. Fin da giovane mi resi conto che nel mio Paese esisteva un sistema profondamente ingiusto chiamato apartheid, che divideva le persone in base al colore della pelle. I bianchi avevano tutti i diritti, mentre i neri, come me, erano costretti a vivere in condizioni di povertà, senza libertà e senza possibilità di scelta.

Decisi di studiare legge per difendere chi non aveva voce. Negli anni ’40 e ’50 entrai a far parte dell’African National Congress, un movimento che lottava contro l’apartheid. All’inizio cercammo di cambiare le cose in modo pacifico, ma il governo rispondeva con violenza, arresti e repressione. Per questo, nel 1962, fui arrestato e condannato all’ergastolo.

Trascorsi 27 anni in prigione, la maggior parte dei quali sull’isola di Robben Island. Le condizioni erano durissime: lavori forzati, poco cibo e nessuna libertà. Nonostante questo, non smisi mai di credere nella dignità umana e nell’uguaglianza. In prigione imparai che l’odio distrugge chi lo prova prima ancora di colpire gli altri. Per questo decisi che, se un giorno fossi stato libero, avrei scelto il perdono.

Nel 1990 fui finalmente liberato. Il Sudafrica era ancora diviso e pieno di tensioni, ma io cercai il dialogo invece dello scontro. Nel 1994 divenni il primo presidente nero del Sudafrica, dopo le prime elezioni libere e democratiche. Il mio obiettivo non era vendicarmi, ma costruire una nazione in cui bianchi e neri potessero vivere insieme in pace.La mia vita dimostra che la libertà non ha valore se non è accompagnata dal rispetto degli altri. I diritti umani non appartengono a un solo gruppo, ma a tutta l’umanità.